Creare una buona strategia su Pinterest: i 9 errori da evitare

Strategia Pinterest: i 9 errori da non commettere
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Considerato da molti il “Social Network delle immagini“, Pinterest ha raggiunto e superato la soglia dei 100 milioni di utenti attivi nel mondo, con oltre il 50% del traffico che proviene da fuori gli Stati Uniti.

In questo articolo voglio provare a sintetizzare come utilizzare al meglio un profilo Pinterest prevenendo i classici errori che spesso si possono commettere nell’utilizzare o nel sottovalutare questo social media.

Gli errori da principianti spesso costano cari quando stiamo lavorando con il profilo Pinterest della propria azienda. Essi infatti possono far perdere traffico, possibili nuovi contatti e quindi clienti. Meglio pertanto stabilire una strategia per la gestione di Pinterest (ma anche degli altri profili social) per evitare di commettere gli errori tipici che vedremo in seguito.

1. Ignorare Pinterest perché l’azienda ha un modello B2B

Spesso si pensa che i social media siano adatti soltanto al B2C, ovvero alle aziende che rivolgono il loro business ai consumatori e non alle altre aziende. È vero che per il modello B2C può essere più semplice strutturare e gestire un profilo Pinterest ma esistono linee guida e consigli anche per il settore B2B.

2. Non usare lo spazio “About” del profilo

Il profilo Pinterest ha una serie di campi dedicati alle descrizioni testuali e ai collegamenti ipertestuali per permettere di dare maggiori informazioni agli utenti anche con un link verso il sito ufficiale. Spesso per fretta o pigrizia questi campi sono lasciati vuoti con il risultato di vanificare una buona opportunità per farsi conoscere e migliorare la SEO del proprio sito.

3. Utilizzare un profilo personale invece di uno business

Pinterest dà la possibilità alle aziende di aprire un profilo business (o convertirne uno personale già esistente ad uno aziendale) avendo a disposizione dei vantaggi come gli strumenti di analytics o i promoted pins.

4. Avere board incomplete o vuote

L’attenzione dei visitatori verso le proprie board Pinterest deve essere coltivato con costanza e partecipazione attiva nel tempo. Non iniziare nuove board se si ha poco materiale con cui alimentarle: si rischia di inserire solo due o tre pin e lasciarla incompleta o, peggio ancora, vuota.

5. Pubblicazione sporadica

Il rischio peggiore nel non avere una strategia editoriale con un calendario di pubblicazione potrebbe essere quello di pubblicare molti contenuti sporadicamente in sessioni intense. L’utente che segue il profilo aziendale si trova quindi in periodi di vuoto assoluto per poi essere sommerso da tantissime immagini in un singolo momento, causando quindi l’allontanamento se questa ondata non è di proprio interesse. Meglio quindi diluire le pubblicazioni nel tempo: raccogliere e pubblicare le immagini in piccoli gruppi durante l’arco della giornata.

6. Descrizioni troppo “markettare”

Spesso i contenuti contengono termini troppo orientati alla vendita o alla promozione (es. “interessante”, “nuovo prodotto”, “vendita eccezionale” ecc.) mentre è preferibile dedicare maggiore attenzione alle descrizioni più vicine agli utenti. Per ottimizzare le proprie descrizioni non è necessario dilungarsi molto ma affidarsi a brevi e precisi testi di massimo 100-200 caratteri  senza riempirli di keyword.

7. Nessun contenuto originale

Pinterest dovrebbe essere integrato nella strategia di marketing in modo da poter essere una componente che desti l’interesse dei propri clienti. Spesso le aziende commettono l’errore di pubblicare re-pin di altri al posto di contenuti freschi e originali.

Assicurarsi di restare aggiornati con tutte le novità del settore sia per stimolare i follower ma anche per sviluppare una buona strategia di inbound verso il proprio sito.

8. Usare gli short link

L’uso degli short link è molto diffuso nei social network in quanto permettono di memorizzare un collegamento ipertestuale in pochi caratteri senza dover necessariamente tenere a mente l’indirizzo web completo soprattutto nei casi in cui non è possibile effettuare un click diretto. Pinterest non ha bisogno di questo meccanismo in quanto ogni contenuto è direttamente collegato alla pagina di origine.

9. Dimenticare di monitorare i risultati

Un errore tipico che viene commesso è quello di non analizzare l’andamento delle attività svolte sui social. Attraverso meccanismi tecnici è possibile tenere traccia del traffico sviluppato attraverso Pinterest, una landing page, un sito web o una newsletter per comprendere quindi il successo o meno di una campagna di marketing.

 

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3 Comments

  1. Ottimi suggerimenti, ci infilo una precisazione: gli short link non sono poi un errore grave, se usi sistemi di analisi come quelli offerti da bitly puoi fare monitoraggio dei risultati (per rispettare il punto 9!) in maniera piu` estesa. 😉

    • Nicola (Author)

      Sì certo, hai ragione. Non voglio considerare questi errori a pari “gravità”: certamente lasciare le board incomplete è decisamente peggiore. Gli shortlink potrebbero essere utili, come suggerisci, per controllare le statistiche di accesso, però non dimentichiamo che Pinterest offre, soprattutto a livello business, un pannello di analytics che comprende sicuramente molte informazione dei visitatori e dei click sugli elementi nelle board.
      Grazie per il tuo commento

      • Si, non discutevo le analitics di pinterest ma con “estese” intendevo situazioni in cui il link possa essere distribuito in vari posti, non necessariamente solo pinterest, o si voglia vedere eventuali casi in cui “copia e incolla” lo facciano girare. Grazie a te Nicola! 😀

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